Il bite è uno dei lavori più richiesti e più vaghi. Arriva in laboratorio come impronta o scan, con una riga: “splint per bruxismo”. Poi in prova non sta, fa male all’ATM o il paziente lo abbandona nel cassetto. Spesso il problema non è la resina: è che nessuno ha deciso che tipo di dispositivo serviva.

Di’ il tipo, non solo “bite”

In Italia sotto la stessa parola finiscono cose diverse. Specifica:

  • Bite di svincolo / Michigan (piano liscio, guida canina, posteriori in contatto)
  • Bite di riposizionamento, se è una scelta tua e documentata
  • Bite di copertura parziale (solo anteriori) — e perché
  • Soft / duro / sandwich: materiale e durezza non sono intercambiabili
  • Arcata: superiore, inferiore o secondo protocollo dello studio

Il laboratorio può consigliarti lo spessore minimo del materiale che usa. Non può decidere la terapia occlusale al posto tuo.

Registrazione: il file che fa stare (o non stare) il pezzo

Uno scan in massima intercuspidazione e un “alza un po’” a voce producono un dispositivo che in bocca o perfora o non tocca. Invia:

  1. Arcate complete, denti e gengiva visibili fino al fornice utile
  2. Registrazione nella relazione che vuoi (MI, relazione centrica, o cera di costruzione)
  3. Note su precontatti da non copiare e su denti da non coprire (es. impianti appena caricati)
  4. Se c’è diastema o terza classe, una foto del sorriso aiuta a non fare un piastrone visibile

Retentivi e sottosquadri

Indica se vuoi più ritenzione (paziente che lo sfila di notte) o più facilità di inserzione (anziani, mani poco ferme). Il tecnico regola i sottosquadri: è una scelta da scrivere, non da scoprire in prova.

Consegna e indicazioni: anche questo è parte del lavoro

Chiedi al laboratorio le istruzioni di pulizia del materiale usato (non tutti i PMMA si lavano allo stesso modo). In cartella annota: notturno o anche diurno, controlli a 7–10 giorni, cosa fare se compare dolore. Il dispositivo su misura va tracciato come gli altri: prescrizione, fabbricante, data.

Morbido non è sempre “più comodo”

Sui bruxisti forti il morbido si mastica e si buca. Se prescrivi soft “perché il paziente ha paura del duro”, spiega il compromesso. Il laboratorio che consegna un soft sottile su un digrignatore sa già che tornerà per il rifacimento.

Un bite ben prescritto è un dispositivo medico, non un accessorio da cassetto. Più sei preciso in partenza, meno limi in poltrona e meno il paziente lo vive come un corpo estraneo.